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Sondaggio Cna Bologna, i giovani imprenditori e le neoimprese indicano le priorità al Sindaco Merola

Meno tasse e burocrazia, più spazi e digitale

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Per porre l’accento sulle esigenze dei giovani imprenditori bolognesi e dare voce alle loro necessità, Cna Bologna ha ritenuto importante lanciare un sondaggio in cui è stato chiesto, a un campione di 300 neo imprese di Bologna e altrettante dell’area metropolitana, di indicare le loro priorità, successivamente poste all’attenzione del Sindaco Merola.

Dati interessanti quelli che emergono dal sondaggio: la pressione fiscale troppo elevata sembra essere la prima preoccupazione per le giovani imprese. Più della metà degli intervistati ha risposto che oltre il 50% del loro guadagno va in tasse. Ma quali tasse? La più odiata, sicuramente, la TARI a cui segue IMU e TASI.

Oltre a problemi economici i giovani imprenditori dell’area metropolitana di Bologna riscontrano difficoltà nel trovare ambienti di co-working o co-living, efficienza negli strumenti digitali comunali e scarsità di incontri di networking. Quali azioni dovrebbero mettere in campo le Istituzioni, in primis il neo eletto Sindaco di Bologna Virginio Merola e la sua nuova giunta, lo dice proprio il campione di 300 giovani imprese Cna che hanno risposto al sondaggio lanciato dall’Associazione.

In poche parole le giovani imprese chiedono al Sindaco meno tasse e burocrazia, più mobilità e digitale. Il campione di giovani imprese con sede nel Comune di Bologna indica come priorità al sindaco: incentivare agevolazioni fiscali (60%), semplificare la burocrazia (38%), garantire maggiore sicurezza (34%), fare interventi per la mobilità (20%), agevolare le imprese che ricercano spazi (12%), fare interventi per il digitale e la banda larga (10%).

Sul capitolo pressione fiscale emerge che il 40% delle giovani imprese dichiara di vedere andarsene in tasse oltre il 50% del proprio reddito. Quale tassa locale, è stato chiesto, vorreste eliminare o ridurre notevolmente? La Tari, la tassa sui rifiuti, è la più odiata dal 53% dei giovani imprenditori. Non stupisce, in quanto molte imprese già si pagano di tasca propria lo smaltimento dei loro rifiuti rivolgendosi ad aziende specializzate, ma sono poi costretti a pagare anche la “salata” Tari per una quota praticamente inesistente di rifiuti residui. Anche l’addizionale Irpef è nel mirino del 48% dei giovani, seguita da Imu (34%) e Tasi (27%).

Nel capitolo burocrazia emerge che sei giovani imprese su dieci consumano più di 10 ore al mese per assolvere compiti burocratici. Dunque, per il 63% occorrono sportelli veloci per gli imprenditori, il 50% chiede di favorire l’autocertificazione, molto richiesta la possibilità di utilizzare digitale e l’on line per semplificare la vita alle imprese.

Nel capitolo mobilità il 46% dei giovani imprenditori impiega tra i 10 e i 30 minuti di tempo per raggiungere il luogo di lavoro. Il 66% utilizza l’automobile, il 20% si muove a piedi, il 18% utilizza la moto o lo scooter. Cosa si può fare per migliorare la viabilità bolognese? Il 43% chiede di rendere più semplice per le imprese l’accesso ai centri storici, il 41% di aumentare gli spazi di sosta per le imprese, il 31% di potenziare il trasporto pubblico, il 18% chiede di realizzare il Passante di Mezzo.

Sul capitolo sicurezza l’81% non considera Bologna una città sicura per cittadini e imprese. Dunque il 72% chiede più controlli delle forze dell’ordine, il 48% di favorire reti tra le imprese per segnalare fenomeni di degrado e microcriminalità.

Il digitale come era facile prevedere è un capitolo importante per le giovani imprese: il 46% usa abbastanza gli strumenti digitali, il 40% lo usa molto. Quindi il 67% chiede di digitalizzare le procedure burocratiche, il 47% di offrire incentivi per l’acquisto di nuove tecnologie, il 32% chiede corsi di formazione sul digitale, il 30% la banda larga in tutta la città.

Il 61% dei giovani ha impiegato più di un mese per trovare lo spazio in cui insediare la propria azienda. Quindi il 65% chiede agevolazioni fiscali per l’affitto di spazi per le start up, il 47% propone l’inserimento sul sito comunale di annunci per affitto o vendita di spazi, il 35% vorrebbe la creazione di openspace con postazioni lavorative a prezzi agevolati.

Infine il 77% dei giovani non ha riscontrato un’efficiente rete di networking tra gli imprenditori bolognesi e di conseguenza il 65% propone la circolazione telematica di informazioni su problematiche comuni.

Le stesse domande sono state sottoposte ad un campione di altre 300 giovani aziende con sede non nel Comune di Bologna ma in altri Comuni dell’area metropolitana bolognese, quindi le loro richieste/proposte a Virginio Merola riguardano il suo ruolo di Sindaco della Città Metropolitana.

Le risposte non si discostano di molto da quelle dei loro colleghi del Comune di Bologna, da rilevare come nel capitolo priorità un 6% chiede che vengano favorite le fusioni tra Comuni e soprattutto nel capitolo burocrazia alla domanda “cosa potrebbe farle risparmiare tempo” la richiesta più gettonata, condivisa dal 75% dei giovani imprenditori, è “Regolamenti uguali per tutti i Comuni”. Un’indicazione molto precisa per chi deve decidere sullo sviluppo futuro della Città metropolitana di Bologna.

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