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Imprese in vetrina

Massimiliano Poggi a Trebbo di Reno, quando la semplicità è d’oro

Massimiliano Poggi a Trebbo di Reno, quando la semplicità è d’oro

E’ tornato a splendere il sole sull’antica Locanda di Trebbo di Reno. A portarlo è stato Massimiliano Poggi, chef (anzi “cuoco”, come preferisce definirsi) di riconosciuta fama e apprezzatissimo sotto le Due Torri per i piatti proposti da anni nei due noti ristoranti “cittadini”, Al cambio e Vicolo Colombina.

Nato 46 anni fa in via delle Lame (quella dentro Porta), il suo annuncio “mi trasferisco in campagna” aveva messo, come si dice, in subbuglio il mondo dei “gourmet” bolognesi, divisi fra curiosità e timore di un cambio di rotta, rispetto a delizie e raffinatezze a cui “Max” li aveva abituati.

“Allarme” prontamente rientrato e boom di presenze nel primo mese di apertura. “Siamo molto soddisfatti – dice Massimiliano Poggi – per il gradimento della cucina ma anche, e ci tengo a dirlo, per l’atmosfera che si respira fra i tavoli. Di relax e divertimento. La mia scelta di venire in campagna, raggiungendo mia moglie che, da tempo, gestisce l’albergo annesso al locale, è stata guidata proprio dalla ricerca di ritmi più tranquilli, suoni soffusi, profumi. Di una diversa qualità della vita che qui si può trovare più facilmente nel contatto con la natura pur essendo relativamente vicini al cuore di Bologna”.

Il ristorante, che Poggi ha chiamato con il suo nome e cognome, a sancire la rilevanza della sfida, è stato ristrutturato su un progetto dell’Architetto Roberta Giovanardi. “Un lavoro eccellente – spiega Poggi – con il quale abbiamo ricercato il fattore comune fra eleganza, fruibilità e richiami alla tradizione di questo edificio che ha una storia importante e risale alla seconda metà del 1800”.

L’ambiente ideale, insomma, per dialogare con i colori, le forme e i sapori che i cibi, adagiati con cura e originalità fra accurate portate, regalano agli astanti che possono scegliere fra tre percorsi culinari. “Romagna, Campagna e Tradizione – dice Poggi – sono le linee che ho scelto in omaggio agli anni della mia infanzia e formazione in cucina (Romagna), a Bologna e al ‘genio del luogo’. Un aspetto molto importante che si esalta nella reinterpretazione in chiave moderna dei piatti della tradizione”.

É il caso dell’Artusi 495 nel quale, aggiunge Poggi

"gli ingredienti restano gli stessi indicati nel celeberrimo libro di cucina per l’anguilla all’uso di Comacchio, ma il piatto è cucinato e proposto secondo le tecniche attuali e le competenze che ho acquisito nel mio percorso professionale. Oppure per i tortelloni burro e oro che al gusto ricordano quelli, buonissimi, che mi cucinava mia nonna, anche se preparazione e aspetto, con una foglia d’oro alimentare che li guarnisce, sono, diciamo, un po’ diversi”.

Oltre ai piatti alla carta si può optare per due menù degustazione, il primo da quattro portate a scelta (55 euro), il secondo da sette portate, a scelta dello chef/cuoco (70 euro).

Il tutto all’insegna della “semplicità”. Fra virgolette, perché da Poggi, si sa, non è di casa la banalità. E allora valgano per i suoi piatti della nuova avventura in campagna, le parole dello scrittore:

“Le cose più semplici sono le più straordinarie, e soltanto un saggio riesce a vederle”
Paulo Coelho

Nome: Massimiliano Poggi
Attività: Ristorazione
Indirizzo: Via Lame, 65/67 Trebbo di Reno, 40013, Castel Maggiore
Telefono: 051/704217